Mercoledì 24 giugno dalle 10:30 alle 12:30 si terrà l’incontro di presentazione e di avvio del progetto TERRABITA presso la sala consiliare del Comune di Calalzo di Cadore (Piazza IV Novembre, 12). L’incontro è aperto alla comunità, agli enti e alle istituzioni, previa iscrizione.
Che cos’è TERRABITA?
TERRABITA è un progetto che mira ad affrontare in modo coordinato la crescente carenza di alloggi nelle aree montane del territorio Dolomiti Live, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a favorire la permanenza dei residenti e l’arrivo di nuovi abitanti. Il progetto nasce nell’ambito della strategia CLLD Dolomiti Live, all’interno del programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027. L’iniziativa è promossa dal partenariato che vede il GAL Alto Bellunese nel ruolo di Lead Partner, affiancato dai GAL Val Pusteria e Regionsmanagement Osttirol.
Quali sono gli obiettivi di TERRABITA?
- Mappare il patrimonio immobiliare pubblico esistente e inutilizzato, con l’obiettivo di verificarne lo stato di fruibilità per destinarlo ad alloggi per i lavoratori che operano nei servizi di interesse collettivo (scuole, comuni, sanità), favorendo così la permanenza di figure essenziali nel territorio;
- Promuovere modelli innovativi di abitare sostenibile e la rigenerazione dei centri storici;
- Contrastare lo spopolamento, rendendo i comuni più attrattivi per i residenti e nuovi abitanti.
Chi sono i collaboratori del progetto TERRABITA?
Per la buona riuscita del progetto è coinvolta l’Università IUAV di Venezia, che si occuperà della raccolta e restituzione di buone pratiche nazionali coerenti con le finalità previste da TERRABITA, oltre alle attività di mappatura immobiliare e di animazione territoriale. Collaborano inoltre Claudio Riva, professore dell’Università di Padova, e Vittoria Benfatto, ricercatrice dell’Università della Valle d’Aosta, che realizzeranno un’indagine e un’analisi sul fabbisogno abitativo del personale pubblico nei comuni coinvolti nello studio.
TERRABITA è pensato come progetto pilota, che in una prima fase coinvolte 18 comuni del Cadore, ma con la volontà di ampliare poi lo studio a tutto il territorio di competenza del GAL Alto Bellunese.





